Pagare bollette e tasse ci fa sentire veramente appagati?
Eppure succede qualcosa di curioso. Dopo aver pagato tutto, controllato le ricevute e visto che non ci sono più scadenze immediate, possiamo provare una sensazione quasi piacevole. Non perché siamo contenti di aver dato via dei soldi, naturalmente, ma perché abbiamo eliminato un problema. È una forma particolare di soddisfazione: non abbiamo guadagnato nulla, ma abbiamo rimesso ordine nella nostra vita.
Il piacere non è pagare, ma aver pagato
Probabilmente nessuno si sveglia la mattina dicendo: “Che bella giornata, oggi pago le tasse!”. Sarebbe quantomeno sospetto. Il vero sollievo arriva dopo. Prima esiste una scadenza, quindi un piccolo pensiero che rimane acceso nella nostra testa. Dopo il pagamento quella preoccupazione scompare.
È un po’ come sistemare una stanza disordinata. Pulire e riordinare può essere faticoso, ma quando abbiamo terminato ci guardiamo intorno e pensiamo che finalmente tutto è al proprio posto. Con bollette e tasse accade qualcosa di simile: mettiamo ordine nelle nostre responsabilità.
La tranquillità ha un valore
Una bolletta non pagata non occupa spazio sul tavolo soltanto quando è stampata su carta. Occupa anche uno spazio mentale. Sappiamo che esiste, ricordiamo la scadenza, temiamo una dimenticanza, una mora o semplicemente il fastidio di doverci pensare più avanti.
Quando invece paghiamo tutto nei tempi stabiliti possiamo dire: “Per questo mese sono a posto”. È una frase semplice, ma può regalare una vera sensazione di tranquillità. Forse non è felicità, ma certamente assomiglia molto alla serenità.
Pagare significa anche poterlo fare
C’è poi un altro aspetto che spesso dimentichiamo. Riuscire a pagare regolarmente le proprie spese significa avere, almeno in quel momento, le risorse necessarie per affrontarle. Questo non rende piacevole vedere diminuire il saldo del conto corrente, ma può dare una sensazione di sicurezza e autonomia.
Pagare l’elettricità significa continuare ad avere luce. Pagare l’acqua significa avere un servizio fondamentale. Pagare l’assicurazione significa mantenere una protezione. Dietro molte spese esiste quindi qualcosa che utilizziamo ogni giorno e che spesso diamo per scontato.
E le tasse?
Con le tasse il rapporto diventa ancora più complicato. Una bolletta normalmente corrisponde a un consumo facilmente riconoscibile. Accendiamo una lampadina e sappiamo perché esiste una bolletta elettrica. Con le tasse il collegamento è molto meno immediato.
In teoria servono a finanziare servizi pubblici, scuole, sanità, strade, sicurezza, amministrazioni e numerose altre attività collettive. Nella pratica, però, il cittadino può domandarsi se quei soldi vengano spesi bene, se il sistema sia equo e se quanto paga corrisponda davvero alla qualità dei servizi ricevuti.
Ed è proprio qui che la soddisfazione può trasformarsi in irritazione. Pagare è più accettabile quando abbiamo la percezione che dall’altra parte esista qualcosa che funziona.
Il conto corrente dopo il pagamento
C’è però un dettaglio capace di rovinare tutta questa filosofia: aprire l’app della banca subito dopo aver pagato tutto.
Prima avevamo magari una bella cifra. Dieci minuti dopo abbiamo una serie di operazioni con il segno meno. Luce: meno. Gas: meno. Telefono: meno. Tassa: meno. Assicurazione: meno.
A quel punto la soddisfazione di aver sistemato ogni scadenza incontra la dura realtà matematica. Siamo sereni, certamente, ma magari un po’ meno ricchi.
Possiamo quindi dire che esiste una particolare forma di felicità adulta: il piacere di non avere più niente da pagare almeno fino alla prossima scadenza.
Quando pagare diventa invece un peso
Naturalmente tutto cambia quando le spese diventano troppo alte rispetto alle entrate. In quel caso non esiste più il semplice fastidio della bolletta, ma una vera preoccupazione. Bisogna scegliere cosa pagare prima, rinviare acquisti e controllare continuamente il denaro disponibile.
La soddisfazione nasce quindi soprattutto quando riusciamo a mantenere un certo equilibrio. Non serve essere ricchi. Serve sapere che le spese normali possono essere affrontate senza trasformare ogni fine mese in una battaglia.
Una piccola vittoria mensile
Forse dovremmo guardare il pagamento delle nostre spese da una prospettiva diversa. Non è certamente un divertimento, ma può rappresentare una piccola vittoria quotidiana.
Abbiamo lavorato, amministrato il nostro denaro, rispettato le scadenze e mantenuto in funzione una parte della nostra vita. La casa continua ad avere elettricità, acqua, riscaldamento e collegamenti. Le nostre responsabilità sono state affrontate.
Non c’è bisogno di stappare una bottiglia di champagne dopo aver pagato una bolletta, anche perché probabilmente sarebbe un’altra spesa. Però un piccolo sospiro di soddisfazione possiamo concedercelo.
Conclusione
Pagare bollette e tasse probabilmente non ci rende felici, ma averle pagate può farci sentire incredibilmente meglio.
È la soddisfazione delle cose sistemate, delle scadenze cancellate e dei problemi che, almeno per qualche giorno, non dovremo più affrontare.
Il vero lusso della vita moderna forse non è avere tantissimo denaro. È riuscire ad arrivare alla fine del mese, guardare l’elenco delle scadenze e vedere accanto a ciascuna una sola parola:
PAGATO.
E subito dopo, naturalmente, evitare accuratamente di guardare quando arriveranno le prossime.