Come salvarsi dai costi in aumento: risparmiare non è la soluzione
Possiamo spegnere una lampadina, abbassare il riscaldamento di un grado, scegliere un prodotto in offerta e rimandare un acquisto. Ma quando abbiamo già eliminato gli sprechi, cosa resta da tagliare? Prima o poi il risparmio smette di colpire il superfluo e comincia a colpire la nostra qualità della vita.
Il problema non è spendere: è quanto costa vivere
Ci sono spese che possiamo scegliere e altre che arrivano comunque. Dobbiamo mangiare, abitare da qualche parte, muoverci, pagare utenze, tasse, manutenzioni e servizi. Se tutte queste voci aumentano mentre le nostre entrate rimangono ferme, il problema non può essere risolto semplicemente dicendo: “spendi meno”.
È un po' come avere una barca che imbarca acqua. All'inizio basta un secchio per svuotarla. Se però il buco continua ad allargarsi, possiamo usare anche due secchi, poi tre, ma prima o poi dobbiamo riparare il buco.
Il vero problema dei costi in aumento è proprio questo: le nostre entrate spesso crescono molto più lentamente delle spese necessarie per vivere.
Risparmiare sì, impoverirsi no
Risparmiare resta importante, ma bisogna distinguere il risparmio intelligente dalla semplice rinuncia.
Eliminare un abbonamento che non utilizziamo è risparmio. Comprare alimenti che poi buttiamo e imparare finalmente a organizzare meglio la spesa è risparmio. Ridurre consumi inutili di energia è risparmio. Confrontare assicurazioni, tariffe telefoniche e contratti è risparmio.
Rinunciare invece a curare la casa, mangiare peggio, non uscire mai, evitare qualsiasi piccolo piacere o rimandare continuamente qualcosa di necessario non è più vera economia. È semplicemente vivere peggio per riuscire a pagare i conti.
La prima difesa: conoscere davvero dove finiscono i soldi
Molte persone conoscono abbastanza bene quanto guadagnano ma molto meno quanto spendono realmente durante un mese. Piccole cifre distribuite tra bollette, commissioni, servizi digitali, spese quotidiane, acquisti occasionali e costi bancari possono diventare una somma importante.
Prima ancora di risparmiare bisogna quindi capire. Dividere le spese tra necessarie, utili e evitabili può già cambiare molto. Le prime difficilmente possono essere eliminate, le seconde possono essere ottimizzate, le terze probabilmente possono sparire senza grandi sacrifici.
Comprare meno, ma comprare meglio
Il prezzo più basso non è sempre il vero risparmio. Un oggetto economico che dobbiamo sostituire tre volte può costare più di uno migliore acquistato una sola volta.
Lo stesso ragionamento vale per tante cose: elettrodomestici, scarpe, utensili, manutenzione dell'automobile, lavori in casa. A volte rimandare continuamente una riparazione per non spendere oggi significa ritrovarsi domani con un danno molto più costoso.
Risparmiare dovrebbe quindi significare soprattutto spendere bene, non semplicemente spendere poco.
Il grande errore: pensare soltanto alle uscite
Quando facciamo i conti domestici guardiamo quasi sempre una sola metà del problema: le spese. Ma un bilancio ha due lati: quanto esce e quanto entra.
Se una famiglia guadagna 1.500 euro al mese e ne spende 1.400, può cercare di eliminare 50 o 100 euro di sprechi. Ma se nel giro di pochi anni quelle stesse necessità arrivano a costare 1.700 euro, continuare a tagliare diventa sempre più difficile.
A quel punto bisogna iniziare a ragionare anche sull'altro lato: aumentare, quando possibile, le entrate.
Creare nuove piccole entrate può valere più di cento rinunce
Non tutti possono cambiare lavoro o chiedere improvvisamente uno stipendio più alto. Però oggi esistono molte possibilità per trasformare competenze, tempo, spazi, oggetti o conoscenze in una piccola entrata aggiuntiva.
Può essere un lavoro occasionale, una consulenza, la vendita di qualcosa che non utilizziamo, l'affitto di uno spazio inutilizzato, un piccolo servizio offerto nella propria zona oppure un'attività sviluppata attraverso Internet.
Non servono necessariamente migliaia di euro. Anche 100 o 200 euro in più ogni mese possono avere un effetto maggiore rispetto a decine di piccole rinunce quotidiane.
Difendersi dagli aumenti significa anche cambiare abitudini
Esiste poi una terza strada tra spendere meno e guadagnare di più: fare diversamente le stesse cose.
Cucinare più spesso invece di acquistare prodotti pronti, utilizzare meglio ciò che abbiamo già, organizzare gli spostamenti, evitare acquisti impulsivi, condividere alcune spese, riparare quando possibile invece di sostituire immediatamente tutto.
Non significa tornare indietro nel tempo. Significa semplicemente recuperare una capacità che per molti anni abbiamo dimenticato: far durare le cose.
Occhio alle false economie
Quando i soldi diventano pochi aumenta anche il rischio delle decisioni sbagliate. Rate apparentemente leggere, finanziamenti facili, offerte poco trasparenti e acquisti rimandati con formule “paga dopo” possono dare qualche settimana di respiro, ma spesso spostano soltanto il problema nel futuro.
Una spesa da 500 euro rimane una spesa da 500 euro anche se viene divisa in dieci rate. Anzi, con interessi e commissioni potrebbe diventare maggiore.
La vera domanda dovrebbe essere sempre: quanto mi costa complessivamente?, non soltanto “quanto pago questo mese?”.
La nostra vera ricchezza è il margine
Essere economicamente tranquilli non significa necessariamente guadagnare moltissimo. Significa soprattutto avere un margine tra entrate e spese.
Se ogni mese spendiamo tutto quello che entra, basta una bolletta più alta, un guasto all'automobile o una riparazione in casa per mandarci in difficoltà. Se invece riusciamo a mantenere anche un piccolo margine, gli imprevisti diventano più gestibili.
Per questo il risparmio migliore non è quello ottenuto rinunciando continuamente a vivere, ma quello costruito attraverso un equilibrio stabile.
Forse dobbiamo cambiare la domanda
Per anni ci siamo chiesti: “Come posso spendere meno?”
Con i costi che aumentano continuamente forse dovremmo iniziare a farci domande diverse:
- Posso eliminare uno spreco senza peggiorare la mia vita?
- Posso ottenere lo stesso risultato spendendo meglio?
- Posso far durare più a lungo ciò che possiedo?
- Posso creare una piccola entrata aggiuntiva?
- Sto pagando qualcosa che non utilizzo realmente?
Sono domande molto più utili del semplice “devo risparmiare”.
Conclusione
I prezzi continueranno probabilmente a cambiare e alcuni aumenti saranno inevitabili. Non possiamo controllare il costo dell'energia mondiale, delle materie prime o tutte le decisioni economiche che ci circondano.
Possiamo però controllare meglio il nostro piccolo sistema economico personale.
Risparmiare serve, ma non può essere l'unica soluzione. Se continuiamo soltanto a tagliare, prima eliminiamo gli sprechi, poi il superfluo e alla fine iniziamo a eliminare pezzi della nostra vita.
La vera difesa contro l'aumento dei costi è un insieme di cose: spendere meglio, evitare sprechi, proteggere ciò che possediamo, creare quando possibile nuove entrate e mantenere un piccolo margine per gli imprevisti.
Perché vivere bene non significa spendere senza pensare. Ma non dovrebbe nemmeno significare passare tutta la vita a chiedersi che cosa possiamo ancora togliere.