La fretta ci fa davvero guadagnare tempo?
«Sbrigati che è tardi!» Probabilmente è una delle frasi che abbiamo ascoltato più volte nella vita. Da bambini per andare a scuola, da adulti per arrivare al lavoro, quando dobbiamo prendere un treno, preparare il pranzo, terminare una pratica o semplicemente uscire di casa.
La fretta sembra essere diventata una normale compagna delle nostre giornate. Eppure nasce quasi sempre da un ragionamento apparentemente perfetto: se faccio più velocemente, guadagno tempo.
Ma siamo sicuri che sia veramente così?
Il grande affare del minuto risparmiato
Facciamo qualcosa in dieci minuti invece che in quindici e siamo soddisfatti: abbiamo guadagnato cinque minuti. Acceleriamo in automobile e arriviamo tre minuti prima. Mangiamo velocemente e recuperiamo un quarto d'ora. Rispondiamo a un messaggio mentre stiamo facendo altro perché fermarci apposta sembrerebbe una perdita di tempo.
Alla fine della giornata, però, raramente sappiamo dire dove siano finiti tutti quei minuti conquistati.
Non li troviamo depositati da qualche parte ad aspettarci. Non possiamo aprire un cassetto e dire: «Questa settimana ho risparmiato due ore, domenica le utilizzo».
Il tempo ha una caratteristica piuttosto antipatica: mentre cerchiamo di risparmiarlo, continua comunque a passare.
Quando andare più veloce significa metterci di più
C'è poi un piccolo problema che conosciamo tutti: quando abbiamo fretta sbagliamo.
Usciamo velocemente e dimentichiamo le chiavi. Scriviamo una mail senza rileggerla e dobbiamo mandarne un'altra per correggere l'errore. Facciamo un lavoro rapidamente e successivamente dobbiamo sistemarlo. Compriamo la prima cosa che troviamo perché non abbiamo tempo di confrontare e magari dobbiamo tornare al negozio.
Abbiamo impiegato cinque minuti invece di dieci. Poi ne utilizziamo venti per rimediare.
Ottimo investimento.
È uno dei paradossi della fretta: per risparmiare tempo eliminiamo proprio quei pochi minuti che spesso servirebbero a non perderne molti di più.
La tecnologia doveva regalarci tempo
La tecnologia moderna ha velocizzato enormemente moltissime attività. Possiamo inviare un documento dall'altra parte del mondo in pochi secondi, pagare una bolletta senza fare la fila, parlare immediatamente con qualcuno distante centinaia di chilometri, cercare un'informazione senza andare in biblioteca.
Operazioni che un tempo richiedevano ore oggi richiedono minuti.
Logicamente dovremmo avere una quantità enorme di tempo libero.
E invece spesso abbiamo la sensazione opposta.
Più una cosa diventa veloce, più pretendiamo che lo diventi ancora. Una risposta dopo un giorno un tempo era normale; oggi qualche ora può sembrare un'eternità. Un sito che impiega alcuni secondi ad aprirsi sembra lento. Aspettare cinque minuti senza fare nulla ci mette quasi a disagio.
Abbiamo accelerato gli strumenti, ma contemporaneamente abbiamo accelerato le nostre aspettative.
Fare due cose insieme significa davvero andare più veloci?
Telefoniamo mentre camminiamo, leggiamo messaggi mentre guardiamo la televisione, mangiamo davanti al computer, ascoltiamo qualcuno mentre controlliamo una notifica.
Ci sembra di raddoppiare il tempo perché nello stesso minuto facciamo due cose.
In realtà spesso non stiamo facendo veramente due attività contemporaneamente: stiamo spostando continuamente l'attenzione dall'una all'altra. Il risultato può essere curioso: ascoltiamo metà conversazione, leggiamo male il messaggio e magari non ricordiamo neppure cosa stavamo guardando.
Abbiamo riempito perfettamente il minuto, ma forse lo abbiamo utilizzato malissimo.
La fretta cambia anche quello che vediamo
Esiste poi un costo che non compare sull'orologio.
Se attraversiamo un paese velocemente vediamo una strada. Se lo attraversiamo lentamente possiamo vedere un portone antico, una persona seduta davanti casa, un panorama tra due edifici, una bottega che non avevamo mai notato.
Il luogo è lo stesso. È cambiata soltanto la nostra velocità.
Succede anche con le persone. Una conversazione fatta guardando continuamente l'orologio è diversa da una conversazione nella quale abbiamo deciso che, per quei venti minuti, non dobbiamo andare da nessuna parte.
La fretta non modifica soltanto quanto dura un'esperienza: può modificare quanto riusciamo a viverla.
Ma allora dobbiamo fare tutto lentamente?
Naturalmente no.
La lentezza assoluta sarebbe assurda quanto la fretta continua. Se dobbiamo prendere un treno che parte tra cinque minuti non è il momento ideale per contemplare poeticamente il marciapiede.
Ci sono situazioni nelle quali essere rapidi è utile, altre nelle quali è indispensabile. Il problema nasce quando la velocità smette di essere uno strumento e diventa un'abitudine.
Possiamo essere veloci nelle operazioni ripetitive e prenderci più tempo quando dobbiamo decidere. Possiamo utilizzare la tecnologia per eliminare attività inutili senza riempire immediatamente ogni minuto liberato con un'altra attività.
Forse il vero obiettivo non dovrebbe essere fare tutto più velocemente, ma capire quali cose meritano il nostro tempo.
Il tempo risparmiato deve avere una destinazione
Qui arriva forse la domanda più interessante.
Perché vogliamo guadagnare tempo?
Se impiego mezz'ora invece di un'ora per svolgere un lavoro e utilizzo quei trenta minuti per passeggiare, riposarmi, leggere, parlare con qualcuno o semplicemente non fare nulla, allora sì: quella maggiore velocità mi ha regalato qualcosa.
Ma se termino prima soltanto per aggiungere immediatamente un'altra cosa da fare, non ho realmente liberato il mio tempo. Ho semplicemente aumentato il numero di cose che riesco a infilare dentro la stessa giornata.
Ed è una differenza enorme.
Forse il problema non è quanto tempo abbiamo
Tutti abbiamo giornate di ventiquattro ore. E quasi tutti, almeno qualche volta, diciamo di non avere tempo.
Forse però non ci manca sempre il tempo. A volte ci manca la decisione di proteggerne una parte.
Corriamo per arrivare prima e, appena arrivati, ricominciamo a correre verso qualcos'altro. Risparmiamo minuti senza sapere cosa vogliamo comprarci con quei minuti.
La fretta può certamente farci guadagnare tempo quando viene utilizzata nel momento giusto. Ma vivere costantemente di fretta rischia di produrre l'effetto opposto: avere giornate piene di cose e la sensazione di non aver avuto tempo per viverle.