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Sulle tracce dei pastori alla scoperta dei formaggi molisani

Sulle tracce dei pastori alla scoperta dei formaggi molisani

éˆ la pié¹ famosa poesia sulla transumanza: i pastori di D'Annunzio, preparandosi all'inverno, conducevano le loro greggi dai freschi pascoli montani dell'Abruzzo alla pié¹ calda pianura del Tavoliere delle Puglie. Attraversavano il Molise seguendo gli antichissimi tratturi, ampie vie d'erba lungo le quali il bestiame si spostava in autunno e, in senso inverso, in primavera, transitando e pascolando al tempo stesso.

Avete mai pensato di ripercorrere le orme di quei pastori, alla scoperta di paesaggi ricchi di storia e dei formaggi simbolo della tradizione gastronomica molisana? Appena oltrepassato il confine tra Abruzzo e Molise, troverete un segmento del vecchio tratturo Celano – Foggia che si presta ottimamente all'escursionismo a piedi, in bicicletta e a cavallo. Da San Pietro Avellana, attraversando la riserva naturale Montedimezzo, entra nel territorio di Vastogirardi, dominato da un castello medievale che é¨ una vera e propria cittadella fortificata in cima alla collina. I dintorni conservano anche testimonianze di un passato pié¹ remoto: seguendo il tratturo raggiungerete Pietrabbondante, la cui area archeologica comprende le vestigia millenarie di un grandioso tempio sannitico e di un teatro che poteva contenere oltre 2000 spettatori. Qui, viene anche prodotta la famosa mozzarella molisana, la stracciata di Carovilli, un formaggio tipico della regione che viene spesso descritto, per il suo aspetto, il sapore e la consistenza, a un incrocio tra la stracciatella e la mozzarella. Da Pietrabbondante si dirama il tratturello Castel di Giudice – Sprondasino, che vira a nord verso Agnone e Capracotta, famose per i loro formaggi. Il caciocavallo di Agnone, stagionato secondo tradizione in grotte naturali, e il pecorino di Capracotta, dall'odore intenso e, se stagionato, dal gusto piccante, sono prodotti la cui origine affonda nella notte dei tempi: si ritiene che la loro produzione risalga addirittura ai Sanniti, il popolo che già nel IV secolo a.C. praticava qui la transumanza. La stracciata é¨, invece, la regina dei formaggi freschi a pasta filata: ottima da gustare al naturale, accompagnata magari da insaccati, insalate, pomodorini e rucola, se conservata per qualche giorno si stracchina, diventando spalmabile. Un'altra prelibatezza da consumare direttamente a tavola é¨ il burrino o manteca, formaggio dolce nato come sistema di conservazione del grasso del latte. Insomma, un vero paradiso per gli amanti dei formaggi e dei sapori genuini. Proseguendo lungo il tracciato di questo tratturo, entrerete nella provincia di Campobasso, che vanta località non meno affascinanti: Oratino, per esempio, con il suo centro storico e la sua rocca, é¨ uno dei quattro comuni molisani inclusi nel club dei borghi pié¹ belli d'Italia. Giunti quasi al confine con la Puglia incontrerete poi Pietracatella, che dà il nome a un altro formaggio tipico: le forme del formaggio di Pietracatella maturano sotto le vecchie abitazioni del paese, nelle grotte di tufo dette mogie. Se il cammino dei pastori terminava nel Tavoliere delle Puglie, il vostro viaggio nel Molise pué² invece continuare, perché sono ancora tanti i paesi da visitare e i formaggi da assaggiare. Sepino, che sorge sul tratturo Pescasseroli – Candela ed é¨ un altro dei borghi pié¹ belli d'Italia, per esempio, conserva significativi resti del villaggio sannita, dell'insediamento romano e della città medievale. Ancora da provare, tra le specialità gastronomiche, la scamorza molisana, che tradizionalmente viene consumata fresca, ma é¨ gustosissima anche cotta alla brace. E poi il pecorino del Matese e il pecorino del Sannio, il caprino di Montefalcone del Sannio, la mozzarella… Seguendo l'itinerario tracciato, generazione dopo generazione, da quei perfetti conoscitori del territorio che erano i pastori transumanti, non avrete bisogno di mappe per scoprire le dolci ricchezze del Molise. foto e articolo prese online.
Come muoversi nel Molise: strade, sentieri, boschi e anche cavalli
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Il Molise non è una regione da attraversare di corsa. È una terra da prendere con calma, curva dopo curva, passo dopo passo, magari anche al ritmo lento di un cavallo tra i boschi. Qui spostarsi non significa soltanto arrivare da un punto all’altro, ma godersi il viaggio.

La notte in Molise, tra osservatori, alte quote, stelle, luna e tante luci
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Quando il sole scende dietro i profili morbidi delle colline e i paesi iniziano ad accendersi uno dopo l’altro, il Molise cambia voce. Di giorno racconta campagne, tratturi, boschi, montagne e silenzi. Di notte, invece, si trasforma in qualcosa di ancora più sottile: un luogo dove il cielo sembra abbassarsi un poco, dove la luna illumina i tetti antichi, dove le stelle si fanno notare davvero e dove anche una semplice luce lontana può sembrare poesia.

Molise, monti e colline: un paesaggio davvero mozzafiato
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Ci sono territori che non hanno bisogno di alzare la voce per farsi amare. Non cercano effetti speciali, non si vendono con slogan esagerati, non hanno bisogno di mettersi in mostra. Il Molise è uno di questi. Ti conquista piano, quasi in silenzio, ma quando lo guardi davvero capisci subito che qui la natura ha lavorato con gusto: montagne che cambiano colore con le stagioni, colline morbide che si rincorrono fino all’orizzonte, boschi, vallate, strade panoramiche e piccoli paesi appoggiati sulle alture come se fossero lì da sempre. E infatti è proprio così.