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Spesa al mercato: 5 errori che facciamo spesso

Spesa al mercato: 5 errori che facciamo spesso

La spesa al mercato é¨ un rito bello e buono che pué² esserer conveniente. Si guarda la merce, si confrontano i prezzi e si rispettano le regole. Ecco come evitare errori e trappole

Per me primavera é¨ sinonimo di spesa al mercato. Pur non avendone di particolarmente interessanti vicino a casa, mi sposto volentieri per raggiungere i miei preferiti, magari al sabato mattina, quando ho tutto il tempo di girare fra i banchi, guardare la merce, confrontare i prezzi. Perché fare la spesa al mercato pué² essere bello, buono e anche conveniente. Ma ha le sue regole e, naturalmente, le sue trappole. Ed eccomi, quindi, a segnalarvi gli errori da non commettere. 1. Fermarsi alla prima bancarella O sempre alla solita. Il gioco del mercato funziona cosé¬: si parte dall'inizio, si guardano tutti i banchi, si confrontano qualità e prezzi, poi si ritorna sui propri passi e si fanno gli acquisti pié¹ convenienti e/o migliori. éˆ vero che i venditori tendono a omologarsi proponendo tutti pié¹ o meno le stesse offerte ma, naturalmente, ci sarà chi per un euro ti venderà cinque carciofi freschissimi, chi cinque cosé¬ cosé¬. Magari non sono laureati in marketing, ma il gioco lo sanno condurre benissimo. Cosé¬, spesso, le promozioni pié¹ eclatanti o i prodotti maggiormente spinti, magnificati a voce o consigliati con insistenza, potrebbero non essere un buon affare per voi ma solo per loro, che si liberano della merce che fanno fatica a vendere. Certo, questa pué² essere un'opportunità soprattutto se vi recate al mercato a ridosso dell'orario di chiusura. Ma se alle 9 del mattino vi “tirano dietro” questo e quello, domandatevi perché. E se la supermegaofferta non vi convince, tirate avanti risoluti: due tendoni pié¹ in là probabilmente c'é¨ qualcosa di meglio. Questione coda: é¨ sempre vero che dove c'é¨ la fila c'é¨ anche la roba migliore? Nove volte su dieci sé¬, ma date un'occhiata anche ai banchi meno affollati che magari, proprio per attirare i clienti, hanno proposte interessanti. Il discorso non vale per i banchi unici: se nel vostro mercato c'é¨ un solo girarrosto, la ressa del sabato a mezzogiorno per il pollo allo spiedo sarà inevitabile ma in nessun modo spia di qualità. 2. Non avere una sporta O, meglio ancora, un carrellino. Sé¬, lo so che fa tanto nonna, ma é¨ peggio girare con le braccia cariche di sacchetti o rinunciare a qualche acquisto perché pesa troppo. Non solo: la vostra sporta, o il vostro carrellino, celeranno gli acquisti già fatti. Cosé¬, potrete visitare due diversi ortolani o pescivendoli senza far vedere loro cosa avete comprato dalla concorrenza, cosa che potrebbe scatenare inutili (per voi) gelosie professionali. 3. Essere timidi Parlate e chiedete. La provenienza della merce, la freschezza, un piccolo assaggio e anche, perché no, il modo migliore di conservare o cucinare quello che state per comprare (sé¬, anche se lo sapete benissimo da soli). Dare importanza al venditore, mostrare di affidarsi alla sua competenza e professionalità vi renderà subito pié¹ simpatici e getterà le basi di quel rapporto umano fondamentale per le contrattazioni al mercato. Soprattutto, avere una certa confidenza vi permetterà di affrontare anche i discorsi spinosi: avete comprato un chilo di vongole ed erano piene di sabbia, insapori e gommose? La settimana dopo, non abbiate remore e lamentatevi, con garbo ma con fermezza. Una seconda chance é¨ sempre concessa. Poi peré² deve scattare il cartellino rosso: due sé²le di fila e quel banco dovrebbe essere cancellato dal vostro tour. 4. Avere solo banconote di grosso taglio Tagli piccoli e monetine. Possibilmente in tasca o in un borsellino facile da recuperare. Non c'é¨ niente di peggio, almeno per noi ragazze, che dover aprire la borsa ogni due per tre in cerca del portafogli, che é¨ sempre in fondo, sotto a tutto (che nella borsa di una donna é¨ tanta, tanta roba). Cosé¬ come é¨ fastidioso doversi scusare perché si hanno solo 50 euro, quando magari state pagando un chilo di pomodori e quattro mele. O, iattura assoluta, vedervi rifilare un voluminoso resto in centesimi e ramini. 5. Comprare pentole e affini La frutta e la verdura sono ok. Il pesce anche. La carne, soprattutto il pollame e le uova, vanno bene. Salumi e formaggi, olive e pomodori secchi, dolciumi e canditi sono tanti, buoni e convenienti. Insomma, tutti gli alimentari freschi, quelli tipici, quelli locali e quelli di produzione artigianale valgono la spesa al mercato. Il resto, tranne poche eccezioni, non molto. Non sto parlando, che non é¨ questa la sede, di abbigliamento, scarpe, giocattoli e affini. Ma di pentole e utensili da cucina, spesso di qualità molto modesta. Antiaderenti che si sbucciano, cosé¬ sottili e leggere che il cibo, praticamente a contatto diretto con la fiamma, brucia in un attimo. Cucchiai di legno che si scheggiano, coltelli che fanno la ruggine e cosé¬ via. Per non dire di tutti quegli strumenti che promettono di pelare, affettare e grattugiare magicamente ogni cosa (a partire dalle vostre dita) ma poi si scassano al primo utilizzo. Il livello medio dei kitchen tools al mercato é¨ sempre piuttosto basso e non vale la spesa. Quindi, non fatevi abbindolare. Come bottino, basta e avanza quel che di buono e fresco avete stipato nel trolley. E sarebbe un peccato rovinarlo cucinando su un'improbabile padella di finto granito rivestita di chissà che. foto mie e articolo preso on line
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