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AGNONE

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Di origine sannitica, per taluni l'attuale centro abitato di Agnone sarebbe sorto sull'antica Aquilonia. Qui sono stati recuperati diversi reperti archeologici, come la stele funeraria di Vibia Bonitas.

Nel corso dei secoli Agnone é¨ stata feudo dei Borrello, dei Carbonara, degli Angioini, dei Carafa, dei Gonzaga e dei Caracciolo. blog molisetour.it Notevole l'architettura e l'arte dei numerosi edifici religiosi; non a caso questa cittadina é¨ fra i pochi comuni d'Italia a potersi fregiare della Bandiera Arancione, il riconoscimento del Touring Club Italiano che certifica la qualità turistico-ambientale delle località. Da visitare dunque la chiesa madre dedicata a San Marco (XI sec.), intorno alla quale si sviluppé² il centro medioevale di Agnone; la chiesa di Sant' Antonio Abate, con campanile settecentesco; la chiesa intitolata a San Francesco con pregevoli opere; la chiesa di Sant'Emidio che conserva tredici statue lignee del XVII secolo raffiguranti Cristo e gli Apostoli. Tra le costruzioni civili, meritano menzione Casa Nuonno con la bottega orafa, Casa Apollonio e Palazzo Fioriti, che presentano interessanti elementi decorativi. Particolarmente intensa l'estate agnonese il cui programma include eventi culturali, artistici e ludici. la 'Ndocciata blog molisetour.it Altamente spettacolare e di assoluto rilievo demologico é¨ il rito igneo della vigilia di Natale, denominato 'Ndocciata, consistente in una lunga sfilata di 'ndoccie (torce) per le vie del paese. Le 'ndocce agnonesi sono strutture dalla caratteristica forma a ventaglio, composte da polifiaccole (sono marginalmente in uso, ad inizio sfilata, anche monotorce) di numero variabile, sempre pari, fino a esemplari costituiti da venti fuochi e oltre. Tali 'ndocce, che riecheggiano antichi culti mithraici, vengono trasportate da uno o due portatori in costume contadino. I portatori ('ndocciari) introducono la testa tra le fiaccole, afferrandone saldamente due e tenendo in equilibrio l'intera struttura. Durante la sfilata, gli 'ndocciari eseguono la ruotata, ossia una piroetta con cui, compiendo una rotazione completa su se stessi, mostrano lo splendore delle fiaccole e fanno sé¬ che il fuoco formi spettacolari strisce di luce. Il materiale usato per la fabbricazione delle 'ndocce di Agnone é¨ l'abete bianco, una pianta resinosa e di facile combustione, rintracciabile nei boschi e nelle fustaie circostanti. Da qualche anno un Museo Permanente delle 'Ndocce é¨ stato aperto in un locale in Via Caracciolo, in prossimità di Piazza Plebiscito. La città di Agnone, un tempo, era celebre per la lavorazione dei metalli, anche preziosi; oggi restano attivi pochi ramai, nonché artigiani che producono lavori in ferro battuto e in peltro. Abbastanza sviluppata l'industria alimentare. Sufficienti e ben attrezzate le strutture ricettive. La conservazione della cultura conta sulle Biblioteche Riunite e sul Museo Emidiano. Molte le manifestazioni organizzate da associazioni culturali locali. Un ruolo importante svolge il teatro Italo-Argentino, sede di numerose rappresentazioni. La memoria storica del centro molisano é¨ simboleggiata sicuramente da personaggi come Marino Jonata, poeta del Quattrocento, autore del poema El Giardeno (Napoli 1490), un'opera moral-teologica che, ad imitazione della Commedia dantesca, si sviluppa attraverso un viaggio nell' Aldilà; Marcantonio Gualtieri, vissuto tra il XVI e il XVII secolo, illustre uomo di medicina che curé² molti nobili del tempo e che combatté la dilagante piaga della peste. Pontificia Fonderia Marinelli blog molisetour.it Agnone nel mondo é¨ sinonimo soprattutto della pié¹ antica fonderia di campane conosciuta, la Pontificia Fonderia Marinelli, l'unica attiva tra quelle cui diedero vita le dinastie dei numerosi fonditori di campane, che per secoli hanno tramandato tale arte. Il campanarus Nicodemo Marinelli fondeva campane già nel 1339. Le tecniche di fusione ripercorrono tuttora quelle medievali e, pertanto, conservano un suggestivo fascino d'antico. Nel 1924, Papa Pio XI concesse alla Fonderia Marinelli l'onore di fregiarsi dello Stemma Pontificio. Nel 1954, il Presidente della Repubblica Luigi Einaudi assegné² alla famiglia Marinelli la medaglia d'oro per l'opera svolta dalla fonderia. Il 19 marzo 1995, il Pontefice Giovanni Paolo II, in visita ad Agnone, ha assistito ai riti di fusione, ha benedetto alcune campane ed ha firmato nella creta il suo passaggio. Nei locali adiacenti la Fonderia é¨ stato allestito il Museo della Campana, quasi unico nel suo genere e meta di numerosi visitatori. Ricordiamo anche l'aspetto gastronomico: ottimi i latticini quali caciocavalli, scamorze, trecce, ricotte; rinomati anche gli insaccati. Apprezzati i confetti ''ricci'' di produzione locale. Staffoli, che fa parte del comune di Agnone racchiude un vastissimo paesaggio naturale con un'estensione che supera gli 850 ettari dove ci sono boschi di querce e di conifere estesi per decine di chilometri quadrati, verdi pascoli e limpidi torrenti, archeologia sannita e tracce di civiltà transumante. All'ingresso c'é¨ la zona ricettiva dove é¨ stato ricostruito in piccolo quello che era il Far West americano con tanto di saloon, spazi per rodei e allevamenti. E' inoltre possibile fare shopping, andare a caccia, fare trekking, partecipare a feste country, raduni, spostamenti di mandrie. blog molisetour.it Fra gli appuntamenti di rilievo c'é¨ la Corsalonga che é¨ il pié¹ grande appuntamento equestre di tutto il centro-sud d'Italia, il pié¹ entusiasmante raduno western all'aperto. Foto e articolo preso online
Come muoversi nel Molise: strade, sentieri, boschi e anche cavalli
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Il Molise non è una regione da attraversare di corsa. È una terra da prendere con calma, curva dopo curva, passo dopo passo, magari anche al ritmo lento di un cavallo tra i boschi. Qui spostarsi non significa soltanto arrivare da un punto all’altro, ma godersi il viaggio.

La notte in Molise, tra osservatori, alte quote, stelle, luna e tante luci
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Quando il sole scende dietro i profili morbidi delle colline e i paesi iniziano ad accendersi uno dopo l’altro, il Molise cambia voce. Di giorno racconta campagne, tratturi, boschi, montagne e silenzi. Di notte, invece, si trasforma in qualcosa di ancora più sottile: un luogo dove il cielo sembra abbassarsi un poco, dove la luna illumina i tetti antichi, dove le stelle si fanno notare davvero e dove anche una semplice luce lontana può sembrare poesia.

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Ci sono territori che non hanno bisogno di alzare la voce per farsi amare. Non cercano effetti speciali, non si vendono con slogan esagerati, non hanno bisogno di mettersi in mostra. Il Molise è uno di questi. Ti conquista piano, quasi in silenzio, ma quando lo guardi davvero capisci subito che qui la natura ha lavorato con gusto: montagne che cambiano colore con le stagioni, colline morbide che si rincorrono fino all’orizzonte, boschi, vallate, strade panoramiche e piccoli paesi appoggiati sulle alture come se fossero lì da sempre. E infatti è proprio così.