Home / turismo / Il sapore antico racchiuso nella ricetta de “La Pezzata”
Il sapore antico racchiuso nella ricetta de “La Pezzata”

Il sapore antico racchiuso nella ricetta de “La Pezzata”

il pié¹ antico e tradizionale modo di cucinare la carne di pecora, di capra, di agnellone o di castrato

Conosciuta anche come ''Piecura a ru cutture'' (pecora cotta nel paiolo, recipiente di rame, posto sul fuoco) é¨ una tradizione, ancora oggi viva. Perliamo de ''La Pezzata'', piatto tipico delle zone ove un tempo si praticava la transumanza. In passato era un piatto considerato ricco e si mangiava lungo le strade della transumanza: i “tratturi”. Nei periodi di magra, invece, l'alternativa era il “Pappone” cioé¨ un preparato con latte patate e pane bolliti insieme in un caldaio. Ancor oggi visibili e tutelati, i tratturi sono percorribili a piedi, in bici oppure a cavallo. Il tratturo é¨ un largo sentiero erboso, a tratti arborato o talora pietroso o in terra battuta, sempre a fondo naturale, originatosi dal passaggio e dal calpestio delle greggi e degli armenti. Di norma la misura della larghezza della sede del tracciato viario é¨ di 111 metri, corrispondenti a sessanta passi napoletani (fonte Wikipedia). Nei paesi già esistenti, o che nel tempo sono nati, sulle strade dei tratturi, hanno ancor oggi questa tradizione culinaria. A Capracotta si rinnova la sagra della Pezzata ogni anno nel mese di Agosto. blog molisetour.it Ingredienti semplici, dunque, ma necessari all'ottenimento del sapore antico. --------Ricetta de “La Pezzata”---------------- Un kg di carne di pecora, preferibilmente di coscia o di spalla 4 patate di media grandezza 1 o 2 pomodori un peperoncino piccante un mazzetto guarnito (sedano, prezzemolo, basilico, carota, peperoncino, cipolla) q. b. di sale fette di pane casereccio a piacere Tagliate a pezzi grossolani la carne di pecora, quindi sgrassatela, facendola bollire per una decina di minuti, affinché perda il suo odore caratteristico. Sgocciolate la carne, mettetela in un tegame a chiusura ermetica, coperta di abbondante acqua fredda: a Capracotta, per cuocere la ''pezzata'' si adopera ''u' cutrlloccia'', un caldaio di rame stagnato, posto sul treppiede sul fuoco di legna. Portare ad ebollizione e schiumate accuratamente, di tanto in tanto, in questo modo, insieme al grasso, la carne perderà l'odore e il gusto intenso dell'animale. Completata la ''schiumatura'', aggiungete le patate, in precedenza pelate lavate e tagliate a pezzi, il sedano e i pomodori. Insaporite di sale di peperoncino e lasciate cuocere per almeno quattro ore, a recipiente coperto ed a fuoco lento, mescolando di tanto in tanto. Quando l'acqua si sarà quasi asciugata ed avrà acquistato la giusta cremosità, servite la ''Pezzata'' con fette di pane casereccio da intingere nel sughetto. (fonte ricetta: www.regione.molise.it) Foto copertina presa online, foto interna copyright Mariateresa Altieri
La gioia di un viaggio in treno: la Transiberiana del Molise
turismo 14 febbraio 2026

La gioia di un viaggio in treno: la Transiberiana del Molise

Ci sono viaggi che non servono per arrivare. Servono per respirare. Per guardare fuori e, senza accorgertene, tornare dentro. La Transiberiana del Molise è proprio questo: un treno che non corre, ma accompagna. E più rallenta, più ti regala tempo. Tempo vero

Una giornata tipica per le strade del Molise
turismo 13 gennaio 2026

Una giornata tipica per le strade del Molise

C’è un modo speciale di vivere il Molise: non correre, non “spuntare” luoghi su una lista, ma lasciare che siano le strade a guidarti. Qui una giornata tipica non è fatta di grandi eventi, ma di piccoli incontri, panorami improvvisi e sapori che sembrano uscire da una cucina di casa. E soprattutto: di curve, salite, discese, stradine che ti portano dove non avevi programmato.

Passare l’ultimo dell’anno in Molise: tra mare e monti, in un giorno solo
turismo 31 dicembre 2025

Passare l’ultimo dell’anno in Molise: tra mare e monti, in un giorno solo

C’è un modo semplice per chiudere l’anno senza sentirsi “ingabbiati” nelle solite scelte: prendere il Molise così com’è, piccolo e vero, e viverlo come un ponte tra due mondi. Perché qui l’ultimo dell’anno può iniziare con l’odore del mare e finire con il silenzio della montagna (o al contrario). In poche ore cambi paesaggio, luce, ritmo. E, cosa rara, cambi anche testa.