Troppi permessi e patentini: la burocrazia che soffoca la semplicità
Una volta bastava la conoscenza, oggi serve un patentino per tutto. Per raccogliere funghi, per cercare tartufi, per pitturare una parete, per usare un diserbante. Ogni gesto che prima era naturale, oggi richiede un corso, un esame, un tesserino. Ma davvero serve tutto questo?
Da una parte, certo, la sicurezza e la tutela dell’ambiente sono importanti. Dall’altra, la sensazione è che la burocrazia abbia preso il sopravvento sul buon senso. Si rischia di trasformare ogni passione, ogni piccolo lavoro o attività, in un percorso a ostacoli fatto di scartoffie e bolli.
Così molti rinunciano: chi vuole solo andare nel bosco a raccogliere qualche fungo per sé, chi vorrebbe dipingere la ringhiera di casa, o chi vuole semplicemente curare il proprio orto. Tutto diventa “vietato” o “solo se autorizzato”.
Forse sarebbe ora di tornare a fidarci un po’ di più delle persone, del buon senso e dell’esperienza diretta. Regole sì, ma non catene. Perché la libertà di fare — anche le cose più semplici — è una parte essenziale della nostra vita quotidiana.
Un patentino per vivere… ancora non serve. Ma a volte sembra quasi che ci stiano lavorando.